La macchinetta del caffè: totem per coltivare i nostri rapporti sociali

19 aprile, 2017 alle 09:23,




Attorno a una tazzina, sul bancone del bar, davanti ad una macchinetta in ufficio o in cucina, quasi senza accorgercene, consumiamo le nostre relazioni e i nostri discorsi più importanti.
Ma procediamo con ordine.

Alcune fonti storiche collocano nei Paesi Arabi la nascita dei primi locali pubblici dedicati al consumo del caffè, abitudine che si diffonderà mano a mano in tutto il mondo.
Già dalla sua comparsa quindi, la bevanda è legata ad ambienti di ritrovo e unione. Il caffè passa in epoca moderna dall’essere caratteristica identificativa del ceto borghese-letterato fino al giorno d’oggi, in cui diventa metronomo per la scansione della giornata, consumato universalmente da milioni di persone.

Una bevanda che ha segnato, grazie alla sua importanza nell’economia, nella società, nel mondo del lavoro, la cultura occidentale e di conseguenza quella italiana: il caffè non solo è pretesto di incontro, compagno di ogni break, ma rappresenta una spinta senza eguali alla concentrazione e alla creatività.
Intorno ad una tazza fumante prendiamo decisioni importanti, affrontiamo tematiche difficili ed esaltiamo le nostre capacità di problem-solving.

L’immaginario collettivo ha subito l’influenza del caffin modo così importante che anche nel mondo della produzione audiovisiva, cinema e televisione, la bevanda ha assunto spesso un ruolo fondamentale per indicare un concetto o per muovere lo storytelling, come nel caso delle commedie di Totò e della celebre sitcom Camera Café, in cui proprio un distributore automatico è protagonista onnipresente dello spazio narrativo.

Insomma quando siete in dubbio su qualcosa o avete bisogno di trovare soluzioni difficili, quello è il momento giusto per prendere un caffè! 



Pubblicato in: Il caffè

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